. Antonio Calza (Verona 1658 – Verona 1725) – “Battaglia cavalleresca fra Cristiani e Turchi”.

Misure: 95 x 129 cm senza cornice, 111 x 142 cm con cornice.

Olio su tela, in cornice in legno dipinto.

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Descrizione

Antonio Calza (Verona 1658 – Verona 1725) – “Battaglia cavalleresca fra Cristiani e Turchi”.

Olio su tela, in cornice in legno dipinto.

 

Ci soffermeremo ora a commentare queste due straordinarie battaglie che abbiamo da poco acquisito, provenienti, una dal mercato antiquario francese, l’altra da quello inglese. La paternità va attribuita ad Antonio Calza (Verona 1658 – Verona 1725), pittore che ebbe una vita avventurosa e prodiga di successi sia in campo professionale sia nella vita privata e sentimentale. Pittore estroso con un impeto inventivo pari al suo carattere irrequieto, Antonio Calza va giovanissimo a Roma per conoscere dal vero il capo scuola del genere Jacques Courtois detto “Il Borgognone’’ e ne assimila i concetti che lo distingueranno negli anni a venire dai tanti imitatori settentrionali. Dopo aver lavorato in Toscana, a Bologna, a Venezia ed a Vienna, al servizio del principe Eugenio, fa ritorno a Verona e qui, ormai famoso, chiude la sua carriera assieme ad una robusta schiera di collaboratori di bottega. La sua ’’verve’’ compositiva appare frenetica come la forza che viene esplicitata negli scontri di cavalleria, buttati giù di getto con una veemenza travolgente che si evidenzia nelle pennellate dense dall’andamento tortuoso ed estremamente spontaneo, le cromie vivaci ed accese caratterizzate da ardite macchie di rossi e azzurri squillanti, da intonazioni grigio argentee negli sfondi e nei cieli, nonché da una stesura materica immediata e rapida che non prevede ripensamenti ne’ successive rifiniture o correzioni. Le tele trovano precisi riscontri nella “Battaglia tra eserciti europeo e turco dinanzi a una città con fiume”, di cm 93 x 130, della pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, che porta le stesse misure di una delle nostre opere. Qui troviamo un cavaliere turco con la spada sguainata nell’atto di avventarsi su di un cristiano: lo stesso turco, con lo stesso cavallo e nella medesima posizione che notiamo in uno dei nostri dipinti. Le tinte sono le medesime, la materia pittorica sabbiosa ed identica, ma quello che più impressiona è la ferocia nell’atto di infierire sull’avversario inerme, quasi un motivo firma, questo, che troveremo anche in altri dipinti del maestro. Ulteriori conferme si riscontrano nei cieli magistralmente risolti con nuvoloni incombenti e sbuffi di fumo nero provenienti dal clima cruento dello scontro che possiamo osservare anche nelle due “Battaglia con trombettiere e tamburino” e “Battaglia tra cristiani e turchi con fortezza” nel Museo di Castelvecchio a Verona. Infine le due opere sono legate a quelle museali oltre che da una chiara ripresa inventiva, da un’affinità esecutiva e da un’iterazione non molto variata degli elementi architettonici di sfondo e laterali, ai quali il Calza risale sicuramente tramite Borgognone. Concludendo direi che le due scene di battaglia di cavalleria che arricchiscono il nostro catalogo sono due perle rare nel panorama della “pittura battaglista” internazionale e ci inorgogliscono vieppiù per averle riportate sul suolo nazionale a disposizione di studiosi, critici e clientela appassionata.

GianVi.

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