. Jacopo Amigoni (Venezia 1682 – Madrid 1752) – “San Giuseppe col Bambino”.

Misure: 82 x 64,5 cm senza cornice, 96 x 80 cm con cornice.

Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.

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Descrizione

Jacopo Amigoni (Venezia 1682 – Madrid 1752) – “San Giuseppe col Bambino”.

Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.

 

Il “San Giuseppe col Bambino” qui raffigurato è opera intensa di Jacopo Amigoni (Napoli o Venezia 1682 – Madrid 1752). Proveniente da un’asta pubblica tedesca, il dipinto si può datare tra il 1725 e il 1730 quando il maestro è al lavoro presso l’abbazia benedettina di Ottobeuren in Baviera e dove riceve molteplici committenze per opere da cavalletto riservate alla devozione privata ed ecclesiastica. In questa fase la sua pittura diventa seria e talvolta accademica non avendo ancora incontrato i fasti Rococò di Londra e Madrid, che lui visiterà più tardi. Non di meno, non possiamo esimerci dal notare la grafia sciolta del disegno, la pennellata lieve, la pastosità morbida del colore che fanno sembrare riccioli di burro i boccoli biondi del bambinello e pan di zucchero le dita cicciottelle di piedi e mani. E’ un opera questa intimistica ancor lontana, come accennato, dagli impianti plastici di grande effetto, dai contrasti vivaci imperniati sui rosa, sui verdi chiari e gli azzurri violacei, ma proprio per questo di fondamentale importanza storica del periodo, dove la maliziosa e leziosa vena del rococò si colora di un contenuto più altero, perde la sua leggerezza per diventare qualcosa di più forte e potente mostrando l’influenza di Sebastiano Ricci e Luca Giordano, riferimenti questi più che sufficienti come anticipo brillante e concreto per ogni fioritura dell’ultimo barocchetto. Il nostro “San Giuseppe col Bambino” si lega bene per temperie e cifra stilistica al dipinto dello stesso soggetto presente fin dal XVIII secolo alla Bayerische Staatsgemaldesammlungen di Monaco di Baviera. Inoltre, l’aria trasognata del santo che appoggia su di una ruvida asse di legno il bambinello, con sentito atteggiamento di adorazione, la proporzionata mescolanza dei corpi, la trattenuta e tenue resa del colore,  fanno pensare, anche ad un passante distratto, di essere in presenza di un assoluto capolavoro della pittura italiana del Settecento.

GianVi.

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