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	<title>Premium | Viezzi Arte</title>
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	<description>Arredi e Dipinti Antichi</description>
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	<title>Premium | Viezzi Arte</title>
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	<item>
		<title>Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnoletto (Bologna 1665 &#8211; Bologna 1747) &#8211; Coppia di fanciulli.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-maria-crespi-detto-lo-spagnoletto-bologna-1665-bologna-1747-coppia-di-fanciulli-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 14:04:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnoletto (Bologna 1665 &#8211; Bologna 1747) &#8211; Coppia di fanciulli. Olio su tela, in cornici in legno intagliato e dorato. Pubblicazioni: A. Morandotti, Cinque pittori del Settecento: Ghislandi, Crespi, Magnasco, Bazzani, Ceruti, Palazzo Massimo alle Colonne, Roma, 1943, cat. nn. 13-14, pp. 34-35. G. Briganti, Cinque pittori del Settecento a Palazzo Massimo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnoletto (Bologna 1665 &#8211; Bologna 1747) &#8211; Coppia di fanciulli.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornici in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Pubblicazioni:<br />
A. Morandotti, Cinque pittori del Settecento: Ghislandi, Crespi, Magnasco, Bazzani, Ceruti, Palazzo Massimo alle Colonne, Roma, 1943, cat. nn. 13-14, pp. 34-35.</p>
<p>G. Briganti, Cinque pittori del Settecento a Palazzo Massimo, in Emporium. Rivista mensile d&#8217;arte e di cultura, vol. XCII, n. 581, 1943, p. 196.</p>
<p>Giuseppe Maria Crespi, detto lo Spagnoletto, è tra le figure più singolari della pittura bolognese del primo Settecento. Formatosi nell&#8217;ambiente accademico emiliano, si orientò precocemente verso un realismo di matrice nordica e caravaggesca, distante dai canoni aulici della tradizione classicista. La sua pittura, caratterizzata da una materia densa e vibrante, da forti contrasti luminosi e da una spiccata attenzione alla figura umana colta nella quotidianità, esercitò un&#8217;influenza diretta sulla formazione di Pietro Longhi e di Giovan Battista Piazzetta.</p>
<p>I due dipinti appartengono alla stagione giovanile del Crespi e ne illustrano con chiarezza i caratteri stilistici: la materia pittorica, morbida e intrisa di luce, plasma le figure con naturalezza, senza idealizzazioni. Il pennello procede con quella libertà di tocco che Giuliano Briganti ha indicato come tratto distintivo dell&#8217;artista, in contrasto con la cultura accademica bolognese coeva.<br />
Le due tele raffigurano un pastorello con bastone e un cagnolino ai piedi, e una fanciulla con una gallina tra le braccia. Le figurine, isolate su fondi scuri e terrosi, richiamano la tradizione delle scene di genere di ascendenza nordica e fiamminga, rielaborata attraverso il filtro del naturalismo emiliano. I dipinti furono esposti nella mostra Cinque pittori del Settecento a Palazzo Massimo alle Colonne di Roma nel 1943, curata dal dott. Alessandro Morandotti, e recensiti da Giuliano Briganti su Emporium, che li descrisse come esempi tipici della prima maniera del Crespi, figure pastorali plasmate in una materia pittorica morbida e intrisa di luce.</p>
<p>Condition report: Tele foderate. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lodewijk Toeput, detto Ludovico Pozzoserrato (Anversa o Malines 1550 ca. &#8211; Treviso 1604 o 1605) &#8211; Incontro fra dame e cavalieri in un paesaggio.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/lodewijk-toeput-detto-ludovico-pozzoserrato-anversa-o-malines-1550-ca-treviso-1604-o-1605-incontro-fra-dame-e-cavalieri-in-un-paesaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:48:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lodewijk Toeput, detto Ludovico Pozzoserrato (Anversa o Malines 1550 ca. &#8211; Treviso 1604 o 1605) &#8211; Incontro fra dame e cavalieri in un paesaggio. Olio su tela, in cornice in legno dorato. Attribuzione confermata oralmente dal prof. Michele Danieli. Lodewijk Toeput, noto in Italia come Ludovico Pozzoserrato, nacque nelle Fiandre intorno al 1550. Dopo un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lodewijk Toeput, detto Ludovico Pozzoserrato (Anversa o Malines 1550 ca. &#8211; Treviso 1604 o 1605) &#8211; Incontro fra dame e cavalieri in un paesaggio.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno dorato.</p>
<p>Attribuzione confermata oralmente dal prof. Michele Danieli.</p>
<p>Lodewijk Toeput, noto in Italia come Ludovico Pozzoserrato, nacque nelle Fiandre intorno al 1550. Dopo un soggiorno che lo portò a Venezia, Firenze e Roma, nel 1582 prese residenza a Treviso, dove rimase fino alla morte. Abile e colto, fu in grado di fondere la tradizione fiamminga, nella quale si riconoscono le influenze di Hieronymus Francken I, con il colorismo veneziano di matrice tizianesca, divenendo il principale esponente del tardo manierismo nordico nella Serenissima. Alcune opere sono conservate nei musei veneti, mentre numerosi dipinti e affreschi si trovano nelle chiese della Marca Trevigiana.</p>
<p>Il dipinto si inserisce nel filone dei soggetti amorosi e pastorali cari a Tiziano, richiamando temi analoghi a quelli della Ninfa e pastore del Kunsthistorisches Museum di Vienna e del Concerto campestre del Louvre. Un confronto puntuale è offerto dal grande Concerto in giardino conservato presso il Museo Civico L. Bailo di Treviso. Un gruppo di dame e cavalieri in abiti di fine Cinquecento si anima in primo piano entro un bosco fitto e ombroso, aperto in lontananza su una schiarita luminosa con figure a passeggio. La tavolozza bruna e terrosa del sottobosco contrasta con i riflessi cangianti degli abiti, trattati con la perizia tecnica tipica del maestro. La piccola figura di un cane nell&#8217;ombra a destra e architetture appena intuibili sullo sfondo completano una scena di piacere cortese di elegante misura.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gregorio Lazzarini (Venezia 1655 &#8211; Villabona Veronese 1730) &#8211; Cristo e la Samaritana al pozzo.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/gregorio-lazzarini-venezia-1655-villabona-veronese-1730-cristo-e-la-samaritana-al-pozzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:22:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gregorio Lazzarini (Venezia 1655 &#8211; Villabona Veronese 1730) &#8211; Cristo e la Samaritana al pozzo. Olio su tela, in cornice in legno. Gregorio Lazzarini rappresenta uno dei protagonisti della pittura veneziana tra Seicento e Settecento. Formatosi nella bottega di Francesco Rosa e in seguito presso Girolamo Brusaferro, maturò un linguaggio figurativo che coniuga la solidità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gregorio Lazzarini (Venezia 1655 &#8211; Villabona Veronese 1730) &#8211; Cristo e la Samaritana al pozzo.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno.</p>
<p>Gregorio Lazzarini rappresenta uno dei protagonisti della pittura veneziana tra Seicento e Settecento. Formatosi nella bottega di Francesco Rosa e in seguito presso Girolamo Brusaferro, maturò un linguaggio figurativo che coniuga la solidità compositiva del tardo barocco con una progressiva apertura verso la chiarezza luministica che caratterizzerà la generazione successiva. Fu maestro di Giovanni Battista Tiepolo, al quale trasmise la padronanza del disegno e la sensibilità per il colore veneziano. Le sue opere, presenti in chiese e collezioni veneziane e venete, documentano una carriera di lungo corso e una produzione di qualità costante.<br />
Il confronto stilistico con le opere documentate di Lazzarini riconducono con sicurezza la tela alla sua mano. La composizione rivela il classicismo di matrice romano-bolognese che contraddistingue l&#8217;artista, mediato attraverso la lezione di Carlo Maratta e la tradizione secentesca: le figure sono disposte con chiarezza leggibile, la teatralità della scena è controllata e mai enfatica. Il trattamento del panneggio, con le ampie pieghe costruite per masse cromatiche piuttosto che per il chiaroscuro, la tipologia fisionomica dei personaggi, il volto di Cristo, il profilo della Samaritana, e la gestione dello spazio paesaggistico sullo sfondo trovano precisi riscontri nelle composizioni sacre autografe dell&#8217;artista.</p>
<p>La scena raffigura l&#8217;incontro di Cristo con la Samaritana al pozzo di Giacobbe (Gv 4,1–42). Cristo è seduto sul bordo del pozzo, avvolto nel tradizionale manto rosso e azzurro, e rivolge la parola alla donna che regge un&#8217;anfora, colta in un atteggiamento di raccolta attenzione. Sul lato sinistro, il gruppo dei discepoli chiude la composizione, mentre sullo sfondo un paesaggio aperto con alberi e montagne lontane articola la profondità spaziale. La tavolozza, imperniata su accordi caldi animati da un cielo grigio-azzurro, è pienamente coerente con la cultura coloristica veneziana di fine Seicento.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marco Liberi (Venezia 1644 circa &#8211; post 1691) &#8211; Sant&#8217;Antonio da Padova col Bambino.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/marco-liberi-venezia-1644-circa-post-1691-santantonio-da-padova-col-bambino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:07:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco Liberi (Venezia 1644 circa &#8211; post 1691) &#8211; Sant&#8217;Antonio da Padova col Bambino. Olio su tela, senza cornice. Figlio e allievo di Pietro Liberi (Padova 1605 &#8211; Venezia 1687), uno dei protagonisti della pittura veneziana del secondo Seicento, Marco Liberi si formò nella bottega paterna. Lì collaborò a lungo con il padre e ne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marco Liberi (Venezia 1644 circa &#8211; post 1691) &#8211; Sant&#8217;Antonio da Padova col Bambino.</strong></p>
<p>Olio su tela, senza cornice.</p>
<p>Figlio e allievo di Pietro Liberi (Padova 1605 &#8211; Venezia 1687), uno dei protagonisti della pittura veneziana del secondo Seicento, Marco Liberi si formò nella bottega paterna. Lì collaborò a lungo con il padre e ne raccolse l&#8217;eredità stilistica. La sua attività si svolse prevalentemente a Venezia, dove si dedicò a soggetti sacri e profani seguendo il gusto elegante e sensuale che aveva decretato la fortuna della bottega.</p>
<p>Il dipinto presenta i tratti distintivi del linguaggio del pittore: incarnati morbidi e luminosi, modellati con passaggi chiaroscurali delicati, e una tavolozza calda giocata sui toni dell&#8217;oro e del bruno. La stesura è sciolta e sicura, specialmente nella resa delle vesti e del fondo. I confronti stilistici con le opere certe del catalogo del pittore consentono di riferirgli la tela con sicurezza.</p>
<p>La composizione ritrae il Santo a mezza figura, con il saio francescano e le mani giunte, mentre volge lo sguardo verso l&#8217;alto. Il Bambino, in piedi su una nube, gli cinge il collo in un abbraccio affettuoso e accosta il volto sorridente al suo. Il fondo dorato e luminoso, solcato da nubi, esalta la dimensione soprannaturale dell&#8217;apparizione. In basso a sinistra, il ramo di gigli bianchi richiama l&#8217;attributo iconografico della purezza del Santo.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trumeau a due corpi in legno laccato e dipinto. Roma, XVIII secolo.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/trumeau-a-due-corpi-in-legno-laccato-e-dipinto-roma-xviii-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 09:31:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trumeau a due corpi in legno laccato e dipinto. Roma, XVIII secolo. Trumeau a due corpi interamente in legno laccato e dipinto, di produzione romana del XVIII secolo. Il corpo inferiore presenta fronte dritto a tre cassetti con calatoia, che aperta rivela una serie di vani e cassettini; il corpo superiore è articolato da ante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trumeau a due corpi in legno laccato e dipinto. Roma, XVIII secolo.</strong></p>
<p>Trumeau a due corpi interamente in legno laccato e dipinto, di produzione romana del XVIII secolo. Il corpo inferiore presenta fronte dritto a tre cassetti con calatoia, che aperta rivela una serie di vani e cassettini; il corpo superiore è articolato da ante a doppia apertura. La decorazione pittorica, condotta a tempera su fondo verde-celadon con cornici e rilievi in giallo ocra, sviluppa un programma iconografico incentrato sull&#8217;Allegoria delle Arti: sulla calatoia è raffigurata una figura femminile allegorica reclinata, identificabile con la Pittura o la Scultura, affiancata da putti recanti gli strumenti delle arti; i pannelli delle ante superiori ospitano composizioni con putti intenti a esercitare le arti figurative, animate da medaglioni con iscrizioni in latino, ghirlande di fiori e frutta. Gli interni del corpo superiore sono decorati a imitazione di una carta da parati con motivi ornamentali stilizzati. Il mobile è completato da elementi in legno intagliato e dorato sui montanti e nella cimasa sagomata.</p>
<p>Condition report: Buono stato di conservazione generale, con usure e cadute di laccatura diffuse coerenti con l&#8217;età del manufatto. Le decorazioni pittoriche presentano abrasioni localizzate e tracce di vecchi restauri.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coppia di trumeau in noce finemente intarsiati. Veneto, XVIII secolo.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/coppia-di-trumeau-in-noce-finemente-intarsiati-veneto-xviii-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 08:48:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coppia di trumeau in noce finemente intarsiati. Veneto, XVIII secolo. I due trumeau, pendant tra loro, sono interamente lastronati in noce con inserti in carrubo, le cui venature irregolari animano il fondo dei pannelli. La decorazione a intarsio, eseguita con legni chiari su fondo scuro, si sviluppa su tutta la superficie con motivi di volute, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Coppia di trumeau in noce finemente intarsiati. Veneto, XVIII secolo.</strong></p>
<p>I due trumeau, pendant tra loro, sono interamente lastronati in noce con inserti in carrubo, le cui venature irregolari animano il fondo dei pannelli. La decorazione a intarsio, eseguita con legni chiari su fondo scuro, si sviluppa su tutta la superficie con motivi di volute, fogliami e tralci intrecciati distribuiti su ogni registro del mobile. Mascheroni a foggia grottesca compaiono agli angoli e sui fronti dei cassetti, integrati nel disegno complessivo degli intarsi. La struttura si articola in corpo inferiore a tre cassetti con ribalta a piano scrittorio, corpo mediano con sportello a specchio ad arco, e cimasa sagomata a profilo mosso. Al centro della cimasa è intarsiata un&#8217;effige nobiliare, presumibilmente lo stemma araldico della committenza originaria, entro una composizione simmetrica di nastri e volute. I cassetti e gli sportelli recano guarnizioni in bronzo dorato a doppio pomolo. I fianchi riprendono lo schema decorativo con pannelli centrati da motivi a cartouche.</p>
<p>Condition report: Buono stato di conservazione generale, con segni di usura coerenti con l&#8217;epoca. Specchi di rifacimento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antonio Stom (Venezia 1688 &#8211; Venezia 1734) &#8211; Capriccio architettonico con veduta di Padova.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/antonio-stom-venezia-1688-venezia-1734-capriccio-architettonico-con-veduta-di-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 15:41:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Antonio Stom (Venezia 1688 &#8211; Venezia 1734) &#8211; Capriccio architettonico con veduta di Padova. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Antonio Stom, pittore veneziano attivo nella prima metà del Settecento, è tra i principali esponenti del capriccio architettonico e del paesaggio animato in ambito veneto. La sua formazione risente della lezione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antonio Stom (Venezia 1688 &#8211; Venezia 1734) &#8211; Capriccio architettonico con veduta di Padova.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Antonio Stom, pittore veneziano attivo nella prima metà del Settecento, è tra i principali esponenti del capriccio architettonico e del paesaggio animato in ambito veneto. La sua formazione risente della lezione di Luca Carlevarijs e anticipa, per certi aspetti, la grande stagione della veduta veneziana. Il dipinto propone una composizione articolata su rovine classiche, colonne corinzie, archi e architetture fantastiche che si fondono con elementi riconoscibili del paesaggio padovano: sullo sfondo emerge con chiarezza la sagoma della Basilica di Santa Giustina, inserita in un panorama di torri, cupole e quinte architettoniche degradanti verso l&#8217;orizzonte. A sinistra, una colonna corinzia scandisce lo spazio introducendo una tensione chiaroscurale che contrasta con la luminosità del cielo aperto a destra, dove un obelisco segna il limite della composizione. In primo piano, un gruppo di figure in abiti colorati anima la scena con naturalezza: un suonatore di flauto seduto tra le rovine e alcuni viandanti con il bastone da cammino trovano un preciso confronto nei capricci padovani di Canaletto, dove analoghe figure popolano vedute costruite sull&#8217;intreccio tra architettura reale e invenzione fantastica.<br />
La tavolozza argentea, dominata da azzurri, verdi freddi e bianchi atmosferici, e la conduzione fluida della materia pittorica, unitamente ai confronti stilistici con opere documentate dell&#8217;artista, riconducono con sicurezza la tela ad Antonio Stom.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pietro Paltronieri, detto il Mirandolese (Mirandola, 1673 &#8211; Bologna, 1741) &#8211; Capriccio architettonico con arcate e cascata.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/pietro-paltronieri-detto-il-mirandolese-mirandola-1673-bologna-1741-capriccio-architettonico-con-arcate-e-cascata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 15:30:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pietro Paltronieri, detto il Mirandolese (Mirandola, 1673 &#8211; Bologna, 1741) &#8211; Capriccio architettonico con arcate e cascata. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Perizie: Dott.ssa Federica Spadotto (scheda critica allegata). Pietro Paltronieri, detto il Mirandolese, fu tra i protagonisti della quadratura bolognese di primo Settecento. Formatosi nella bottega di Giovan Francesco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pietro Paltronieri, detto il Mirandolese (Mirandola, 1673 &#8211; Bologna, 1741) &#8211; Capriccio architettonico con arcate e cascata.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Perizie: Dott.ssa Federica Spadotto (scheda critica allegata).</p>
<p>Pietro Paltronieri, detto il Mirandolese, fu tra i protagonisti della quadratura bolognese di primo Settecento. Formatosi nella bottega di Giovan Francesco Cassana, si trasferì poi a Bologna e a Roma, dove approfondì lo studio delle vedute e delle antichità classiche secondo il tradizionale percorso di apprendimento degli artisti del secolo. Fu tra i pittori convocati dall&#8217;impresario Owen MacSwiny per il celebre ciclo dei Tombeaux des Princes (1722-1726), al fianco di Canaletto, Sebastiano Ricci, Marco Ricci e Giovan Battista Pittoni.<br />
Il capriccio qui presentato riflette pienamente questa maniera matura, fondendo il rigore prospettico romano, evidente nei colonnati e negli archi in rovina, con la sciolta pennellata veneziana. La cascata di fondo rimanda alla lezione di Claude Lorrain, mentre le animate macchiette in primo piano, d&#8217;intonazione bambocciante, introducono una nota di quotidianità nella scena. Il taglio prospettico, costruito a imbuto verso lo sfondo montuoso azzurrato, è una soluzione compositiva ricorrente nella produzione più qualificata del maestro.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica. N.B.: le misure indicate nella scheda critica della Dott.ssa Federica Spadotto (69&#215;90 cm) non corrispondono a quelle rilevate sull&#8217;opera; si segnala pertanto un&#8217;errata corrige.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastori, armenti e ponte in rovina.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-zais-forno-di-canale-1709-treviso-1784-paesaggio-con-pastori-armenti-e-ponte-in-rovina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:52:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastori, armenti e ponte in rovina. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastori, armenti e ponte in rovina.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, inserite in un idilliaco paesaggio rurale ispirato alla campagna veneta. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione, e fu contemporaneo di Francesco Zuccarelli, da cui derivò quella grazia che caratterizza le sue opere più raffinate.<br />
Lo stile di Zais si distinse per una raffigurazione del paesaggio arcadico più autenticamente rurale rispetto a quella dei suoi contemporanei: le composizioni, benché d&#8217;ispirazione rococò, sono pervase da un senso di realismo diverso, dato dall&#8217;uso di tonalità più marcate e brune e da una stesura del colore materica e pastosa.<br />
Il dipinto, riconducibile con sicurezza alla mano di Giuseppe Zais, raffigura un ampio paesaggio fluviale animato da un gruppo di pastori in primo piano, con un uomo, due donne e un cane, affiancati da un piccolo gregge di bovini. Sullo sfondo si staglia un ponte diruto ad archi che attraversa il corso d&#8217;acqua, affiancato da un edificio rurale, mentre la scena si chiude a destra con una folta alberatura dal fogliame mosso e alcune figure sedute sul declivio. L&#8217;insieme è condotto con la pennellata vibrante e la tavolozza bruna e terrosa tipiche della maturità dell&#8217;artista bellunese.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastorelli e filatrice.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-zais-forno-di-canale-1709-treviso-1784-paesaggio-con-pastorelli-e-filatrice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastorelli e filatrice. 48 x 63,5 cm (senza cornice) &#8211; 59 x 74,5 cm (con cornice). Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Perizie: Prof. Ugo Ruggeri, Venezia (scheda critica allegata). Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastorelli e filatrice.</strong></p>
<p>48 x 63,5 cm (senza cornice) &#8211; 59 x 74,5 cm (con cornice).</p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Perizie: Prof. Ugo Ruggeri, Venezia (scheda critica allegata).</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, inserite in un idilliaco paesaggio rurale ispirato alla campagna veneta. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione, e fu contemporaneo di Francesco Zuccarelli, da cui derivò quella grazia che caratterizza le sue opere più raffinate.<br />
Lo stile di Zais si distinse per una raffigurazione del paesaggio arcadico più autenticamente rurale rispetto a quella dei suoi contemporanei: le composizioni, benché d&#8217;ispirazione rococò, sono pervase da un senso di realismo diverso, dato dall&#8217;uso di tonalità più marcate e brune e da una stesura del colore materica e pastosa.<br />
Il dipinto è un&#8217;opera di alta qualità, eseguita dal maestro bellunese nel pieno della sua maturità. I protagonisti della scena sono le figurine al centro, descritte con finezza in un momento di pace e serenità in riva al torrente: una madre con il bambino, venuti ad approvvigionarsi dell&#8217;acqua del fiume, mentre alle loro spalle una filatrice viene avvicinata da un giovane disteso sul prato. L&#8217;intera scena è immersa in un paesaggio reso da vibranti colpi di pennello, non rigidamente delineato, che conferisce all&#8217;insieme un senso intimistico e idealizzato.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Battaglia a cavallo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:34:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Battaglia a cavallo. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori e lavandaie inserite in idillici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Battaglia a cavallo.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori e lavandaie inserite in idillici paesaggi rurali. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione per la costruzione del paesaggio e la resa delle figure.</p>
<p>La presente battaglia a cavallo costituisce un unicum nella produzione dell&#8217;artista bellunese, che raramente si cimentò con soggetti militari. L&#8217;opera rivela una padronanza inaspettata del genere, con una composizione dinamica e una tavolozza più cupa e drammatica rispetto alle consuete scene pastorali, che richiama la tradizione della pittura di battaglia di ascendenza fiamminga e olandese diffusa nel Settecento veneziano.</p>
<p>Il dipinto raffigura la scena in pieno svolgimento, con un ufficiale su cavallo bianco al centro che domina la mischia, circondato da fanti e cavalieri in combattimento. Sullo sfondo si staglia una rocca su sperone roccioso contro un cielo tempestoso, brano di paesaggio che richiama direttamente la costruzione delle opere più note dell&#8217;artista, rivelando la medesima pennellata sciolta e materica.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con cavalieri in sosta.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:52:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con cavalieri in sosta. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con cavalieri in sosta.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, inserite in un idilliaco paesaggio rurale ispirato alla campagna veneta. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione, e fu contemporaneo di Francesco Zuccarelli, da cui derivò quella grazia che caratterizza le sue opere più raffinate.<br />
Lo stile di Zais si distinse per una raffigurazione del paesaggio arcadico più autenticamente rurale rispetto a quella dei suoi contemporanei: le composizioni, benché d&#8217;ispirazione rococò, sono pervase da un senso di realismo diverso, dato dall&#8217;uso di tonalità più marcate e brune e da una stesura del colore materica e pastosa.<br />
Il dipinto, riconducibile con sicurezza alla mano di Giuseppe Zais, raffigura un gruppo di viaggiatori in sosta: al centro un uomo in sella indica la direzione a un compagno, mentre a sinistra un palafreniere trattiene un cavallo da soma e a destra una donna a piedi assiste alla scena. Sullo sfondo si aprono rovine architettoniche a sinistra e un paesaggio collinare animato da altri viandanti a destra, il tutto condotto con la pennellata sciolta e la tavolozza bruna e terrosa tipiche della maturità dell&#8217;artista bellunese.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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