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	<title>Premium | Viezzi Arte</title>
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	<description>Arredi e Dipinti Antichi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Jul 2026 10:52:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Premium | Viezzi Arte</title>
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		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastori, armenti e ponte in rovina.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-zais-forno-di-canale-1709-treviso-1784-paesaggio-con-pastori-armenti-e-ponte-in-rovina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:52:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastori, armenti e ponte in rovina. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastori, armenti e ponte in rovina.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, inserite in un idilliaco paesaggio rurale ispirato alla campagna veneta. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione, e fu contemporaneo di Francesco Zuccarelli, da cui derivò quella grazia che caratterizza le sue opere più raffinate.<br />
Lo stile di Zais si distinse per una raffigurazione del paesaggio arcadico più autenticamente rurale rispetto a quella dei suoi contemporanei: le composizioni, benché d&#8217;ispirazione rococò, sono pervase da un senso di realismo diverso, dato dall&#8217;uso di tonalità più marcate e brune e da una stesura del colore materica e pastosa.<br />
Il dipinto, riconducibile con sicurezza alla mano di Giuseppe Zais, raffigura un ampio paesaggio fluviale animato da un gruppo di pastori in primo piano, con un uomo, due donne e un cane, affiancati da un piccolo gregge di bovini. Sullo sfondo si staglia un ponte diruto ad archi che attraversa il corso d&#8217;acqua, affiancato da un edificio rurale, mentre la scena si chiude a destra con una folta alberatura dal fogliame mosso e alcune figure sedute sul declivio. L&#8217;insieme è condotto con la pennellata vibrante e la tavolozza bruna e terrosa tipiche della maturità dell&#8217;artista bellunese.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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			</item>
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		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastorelli e filatrice.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-zais-forno-di-canale-1709-treviso-1784-paesaggio-con-pastorelli-e-filatrice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastorelli e filatrice. 48 x 63,5 cm (senza cornice) &#8211; 59 x 74,5 cm (con cornice). Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Perizie: Prof. Ugo Ruggeri, Venezia (scheda critica allegata). Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastorelli e filatrice.</strong></p>
<p>48 x 63,5 cm (senza cornice) &#8211; 59 x 74,5 cm (con cornice).</p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Perizie: Prof. Ugo Ruggeri, Venezia (scheda critica allegata).</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, inserite in un idilliaco paesaggio rurale ispirato alla campagna veneta. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione, e fu contemporaneo di Francesco Zuccarelli, da cui derivò quella grazia che caratterizza le sue opere più raffinate.<br />
Lo stile di Zais si distinse per una raffigurazione del paesaggio arcadico più autenticamente rurale rispetto a quella dei suoi contemporanei: le composizioni, benché d&#8217;ispirazione rococò, sono pervase da un senso di realismo diverso, dato dall&#8217;uso di tonalità più marcate e brune e da una stesura del colore materica e pastosa.<br />
Il dipinto è un&#8217;opera di alta qualità, eseguita dal maestro bellunese nel pieno della sua maturità. I protagonisti della scena sono le figurine al centro, descritte con finezza in un momento di pace e serenità in riva al torrente: una madre con il bambino, venuti ad approvvigionarsi dell&#8217;acqua del fiume, mentre alle loro spalle una filatrice viene avvicinata da un giovane disteso sul prato. L&#8217;intera scena è immersa in un paesaggio reso da vibranti colpi di pennello, non rigidamente delineato, che conferisce all&#8217;insieme un senso intimistico e idealizzato.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Battaglia a cavallo.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-zais-forno-di-canale-1709-treviso-1784-battaglia-a-cavallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:34:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Battaglia a cavallo. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori e lavandaie inserite in idillici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Battaglia a cavallo.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori e lavandaie inserite in idillici paesaggi rurali. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione per la costruzione del paesaggio e la resa delle figure.</p>
<p>La presente battaglia a cavallo costituisce un unicum nella produzione dell&#8217;artista bellunese, che raramente si cimentò con soggetti militari. L&#8217;opera rivela una padronanza inaspettata del genere, con una composizione dinamica e una tavolozza più cupa e drammatica rispetto alle consuete scene pastorali, che richiama la tradizione della pittura di battaglia di ascendenza fiamminga e olandese diffusa nel Settecento veneziano.</p>
<p>Il dipinto raffigura la scena in pieno svolgimento, con un ufficiale su cavallo bianco al centro che domina la mischia, circondato da fanti e cavalieri in combattimento. Sullo sfondo si staglia una rocca su sperone roccioso contro un cielo tempestoso, brano di paesaggio che richiama direttamente la costruzione delle opere più note dell&#8217;artista, rivelando la medesima pennellata sciolta e materica.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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		<item>
		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con cavalieri in sosta.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-zais-forno-di-canale-1709-treviso-1784-paesaggio-con-cavalieri-in-sosta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:52:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con cavalieri in sosta. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con cavalieri in sosta.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, inserite in un idilliaco paesaggio rurale ispirato alla campagna veneta. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione, e fu contemporaneo di Francesco Zuccarelli, da cui derivò quella grazia che caratterizza le sue opere più raffinate.<br />
Lo stile di Zais si distinse per una raffigurazione del paesaggio arcadico più autenticamente rurale rispetto a quella dei suoi contemporanei: le composizioni, benché d&#8217;ispirazione rococò, sono pervase da un senso di realismo diverso, dato dall&#8217;uso di tonalità più marcate e brune e da una stesura del colore materica e pastosa.<br />
Il dipinto, riconducibile con sicurezza alla mano di Giuseppe Zais, raffigura un gruppo di viaggiatori in sosta: al centro un uomo in sella indica la direzione a un compagno, mentre a sinistra un palafreniere trattiene un cavallo da soma e a destra una donna a piedi assiste alla scena. Sullo sfondo si aprono rovine architettoniche a sinistra e un paesaggio collinare animato da altri viandanti a destra, il tutto condotto con la pennellata sciolta e la tavolozza bruna e terrosa tipiche della maturità dell&#8217;artista bellunese.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giulio Carpioni (Venezia 1613 &#8211; Vicenza 1678) &#8211; Madonna con Bambino tra i santi Giuseppe, Francesco, Domenico e Antonio da Padova.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giulio-carpioni-venezia-1613-vicenza-1678-madonna-con-bambino-tra-i-santi-giuseppe-francesco-domenico-e-antonio-da-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 15:27:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giulio Carpioni (Venezia 1613 &#8211; Vicenza 1678) &#8211; Madonna con Bambino tra i santi Giuseppe, Francesco, Domenico e Antonio da Padova. Olio su tela, senza cornice. Bibliografia: G. M. Pilo, Giulio Carpioni, tutta la pittura, Alfieri Editore, 1961. Giulio Carpioni è uno dei protagonisti del barocco veneto del Seicento. Si formò a Venezia nella bottega [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giulio Carpioni (Venezia 1613 &#8211; Vicenza 1678) &#8211; Madonna con Bambino tra i santi Giuseppe, Francesco, Domenico e Antonio da Padova.</strong></p>
<p>Olio su tela, senza cornice.</p>
<p>Bibliografia: G. M. Pilo, Giulio Carpioni, tutta la pittura, Alfieri Editore, 1961.</p>
<p>Giulio Carpioni è uno dei protagonisti del barocco veneto del Seicento. Si formò a Venezia nella bottega del Padovanino, dove apprese la lezione cromatica della grande tradizione cinquecentesca. Un successivo soggiorno a Roma lo avvicinò al classicismo che avrebbe segnato in modo determinante tutta la sua produzione. Stabilitosi a Vicenza, divenne il pittore prediletto di una committenza colta ed esigente, attivo tanto per le chiese della città quanto per la devozione privata dei patrizi vicentini e veneziani.<br />
Il suo stile è riconoscibile per la compostezza delle figure, la qualità disegnativa di ascendenza classica e una tavolozza sobria e luminosa, nella quale i valori tonali prevalgono sul colore acceso. Le composizioni, sempre equilibrate, avvolgono i personaggi in un&#8217;atmosfera rarefatta che distingue Carpioni dai contemporanei più esuberanti del barocco veneziano.</p>
<p>La paletta centinata raffigura la Madonna col Bambino in posizione centrale e in alto, circondata dai santi Giuseppe, Francesco, Domenico e Antonio da Padova. Il formato e la cura dell&#8217;esecuzione indicano un&#8217;opera concepita per la devozione privata, genere nel quale il maestro raggiunse esiti di particolare qualità. La composizione intesse una fitta trama di rimandi all&#8217;opera autografa: la figura di san Giuseppe di profilo riprende specularmente quella di san Vito nella pala dei Santi Felice e Fortunato a Vicenza, mentre la postura di sant&#8217;Antonio e il san Giuseppe inginocchiato che porge un fiore corrispondono puntualmente alle figure analoghe della pala già nel Duomo di Vicenza, oggi alle Gallerie dell&#8217;Accademia. L&#8217;atmosfera raccolta, la resa eterea delle figure e la tavolozza controllata riconducono con sicurezza la tela alla piena maturità di Carpioni.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Federico Moja (Milano 1802 &#8211; Dolo 1885) &#8211; Lezione di musica in chiesa.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/federico-moja-milano-1802-dolo-1885-lezione-di-musica-in-chiesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 15:11:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Federico Moja (Milano 1802 &#8211; Dolo 1885) &#8211; Lezione di musica in chiesa. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Opera firmata in basso a sinistra: «Moja 1846». Provenienza: Dorotheum, Vienna, 29 aprile 2026, &#8220;19th Century Paintings&#8221;, lotto 526 (stima EUR 4.000 &#8211; 6.000). Federico Moja è figura centrale nella pittura lombarda dell&#8217;Ottocento, formatosi a Brera e attivo tra Italia e Nord Europa, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Federico Moja (Milano 1802 &#8211; Dolo 1885) &#8211; Lezione di musica in chiesa.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Opera firmata in basso a sinistra: «Moja 1846».</p>
<p>Provenienza: Dorotheum, Vienna, 29 aprile 2026, &#8220;19th Century Paintings&#8221;, lotto 526 (stima EUR 4.000 &#8211; 6.000).</p>
<p>Federico Moja è figura centrale nella pittura lombarda dell&#8217;Ottocento, formatosi a Brera e attivo tra Italia e Nord Europa, dove maturò una sensibilità particolare per la pittura d&#8217;interni architettonici e di genere. La sua produzione risente dell&#8217;influsso della scuola fiamminga e olandese, di cui assimilò la cura per la luce, la resa dei materiali e la narrazione discreta delle scene quotidiane.<br />
Il dipinto raffigura un interno di chiesa in stile gotico-fiammingo, con monache impegnate in una prova musicale: al centro della composizione, una bambina in abiti civili esegue il violino sotto la guida di una religiosa, mentre altre suore suonano violoncello e contrabbasso leggendo dallo stesso leggio. A sinistra, una figura anziana assiste alla scena con le mani giunte in preghiera, conferendo alla composizione un tono di raccolta devozione. La luce entra dall&#8217;alto attraverso una vetrata, diffondendosi morbidamente sulle vesti scure e sui panneggi lignei del coro. La tavolozza, dominata da bruni caldi e neri profondi, è vivacizzata dagli abiti colorati della bambina, punto focale della composizione.<br />
La data 1846 colloca l&#8217;opera nella prima maturità dell&#8217;artista, quando il suo linguaggio aveva raggiunto un equilibrio solido tra documentarismo architettonico e narrazione sentimentale, in linea con i gusti del collezionismo borghese dell&#8217;epoca.</p>
<p>Condition report: Tela originale. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giovanni Antonio Pellegrini (Venezia 1675 &#8211; Venezia 1741) &#8211; Carità Romana (Cimone e Pero).</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giovanni-antonio-pellegrini-venezia-1675-venezia-1741-carita-romana-cimone-e-pero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:02:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giovanni Antonio Pellegrini (Venezia 1675 &#8211; Venezia 1741) &#8211; Carità Romana (Cimone e Pero). Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Pubblicazioni: D. Succi, Il Fiore di Venezia, Gorizia, Led edizioni, 2014, cat. 43, pp. 76-78. Prof. Egidio Martini (scheda critica allegata). Prof. Ugo Ruggeri (scheda critica allegata). Prof. Dario Succi (scheda [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovanni Antonio Pellegrini (Venezia 1675 &#8211; Venezia 1741) &#8211; Carità Romana (Cimone e Pero).</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Pubblicazioni: D. Succi, Il Fiore di Venezia, Gorizia, Led edizioni, 2014, cat. 43, pp. 76-78.</p>
<p>Prof. Egidio Martini (scheda critica allegata).</p>
<p>Prof. Ugo Ruggeri (scheda critica allegata).</p>
<p>Prof. Dario Succi (scheda critica allegata).</p>
<p>Giovanni Antonio Pellegrini si forma a Venezia nella bottega di Paolo Pagani, acquisendo una padronanza del colore e una scioltezza di pennello che lo porteranno a diventare uno dei protagonisti del rococò europeo, attivo in Inghilterra, Germania, Francia e Paesi Bassi. La sua ricerca si orienta verso un progressivo alleggerimento dei contrasti chiaroscurali, con forme immerse in atmosfere luminose e una morbidezza cromatica che anticipa le conquiste del pieno Settecento veneziano.</p>
<p>La tela raffigura l&#8217;episodio della Carità Romana tratto dai Fatti e detti memorabili di Valerio Massimo: il vecchio Cimone, incarcerato e ridotto in fin di vita dalla fame, viene nutrito dalla figlia Pero. La composizione stringe i due protagonisti in primo piano, proiettandoli in avanti sotto un fascio di luce, mentre lo sfumato attenua il rigore dei contorni della figura maschile. La stesura pittorica che accompagna plasticamente le forme, dissolvendone i contorni in una luminosa morbidezza cromatica, colloca il dipinto nella fase giovanile di Pellegrini, verso il primo decennio del Settecento, quando l&#8217;artista si stava emancipando dagli insegnamenti di Pagani. I pareri critici di Egidio Martini, Ugo Ruggeri e Dario Succi riconducono con sicurezza la tela a Giovanni Antonio Pellegrini.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jacopo Amigoni (Venezia 1682 &#8211; Madrid 1752) &#8211; Madonna con Bambino e San Giovannino.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/jacopo-amigoni-venezia-1682-madrid-1752-madonna-con-bambino-e-san-giovannino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 14:55:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Jacopo Amigoni (Venezia 1682 &#8211; Madrid 1752) &#8211; Madonna con Bambino e San Giovannino. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Perizie: Prof. Dario Succi, Gorizia (scheda critica allegata). Jacopo Amigoni è tra i protagonisti del Rococò europeo, allievo di Antonio Bellucci e figura di spicco della pittura veneziana del primo Settecento, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Jacopo Amigoni (Venezia 1682 &#8211; Madrid 1752) &#8211; Madonna con Bambino e San Giovannino.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Perizie: Prof. Dario Succi, Gorizia (scheda critica allegata).</p>
<p>Jacopo Amigoni è tra i protagonisti del Rococò europeo, allievo di Antonio Bellucci e figura di spicco della pittura veneziana del primo Settecento, attivo con successo nelle principali corti del continente, Baviera, Inghilterra, Spagna, prima di stabilirsi definitivamente a Madrid, dove si spense nel 1752. La Madonna con il Bambino costituisce uno dei soggetti sacri a lui più congeniali, declinato con una sensibilità cromatica e un fare pittorico che si affina progressivamente nel corso della carriera.<br />
La composizione mostra la Vergine con lo sguardo rivolto al cielo, nell&#8217;atto di sorreggere il Bambino addormentato tra le braccia. A fianco, San Giovannino — riconoscibile per la sottile croce astile e la filiforme aureola dorata — contempla la scena con le mani giunte in preghiera. La pennellata sciolta, la leggerezza cromatica del volto quasi adolescente di Maria, il contrasto tra il manto cobalto e la veste rossa, e la morbida resa plastica dell&#8217;infante riconducono con sicurezza la tela al periodo maturo dell&#8217;artista, collocabile verso i primi anni quaranta del Settecento, dopo il rientro a Venezia dall&#8217;Inghilterra. Il confronto con la Madonna con Bambino e San Giovannino della collezione Terruzzi e con la pala della Visitazione nella chiesa veneziana di Santa Maria della Consolazione detta della Fava (documentata al 1743) conferma questa datazione, come rilevato da Dario Succi nella scheda critica allegata.</p>
<p>Condition report: Tela originale con fasce perimetrali di rinforzo. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 &#8211; Firenze 1788) &#8211; Paesaggio fluviale con cavalieri e borgo medievale.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/francesco-zuccarelli-pitigliano-1702-firenze-1788-paesaggio-fluviale-con-cavalieri-e-borgo-medievale-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 13:47:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 &#8211; Firenze 1788) &#8211; Paesaggio fluviale con cavalieri e borgo medievale. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Si ringrazia il prof. Dario Succi per aver confermato oralmente l&#8217;attribuzione del dipinto (schedatura disponibile su richiesta). Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 &#8211; Firenze 1788) fu uno dei più grandi pittori paesaggisti del Settecento italiano. Formatosi a Firenze e successivamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 &#8211; Firenze 1788) &#8211; Paesaggio fluviale con cavalieri e borgo medievale.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Si ringrazia il prof. Dario Succi per aver confermato oralmente l&#8217;attribuzione del dipinto (schedatura disponibile su richiesta).</p>
<p>Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 &#8211; Firenze 1788) fu uno dei più grandi pittori paesaggisti del Settecento italiano. Formatosi a Firenze e successivamente a Roma, dove si cimentò nella pittura sacra e storica, trovò la sua autentica vocazione dopo il trasferimento a Venezia, rivolgendosi al genere del paesaggio arcadico. Tra i suoi principali committenti figurò il console Joseph Smith, tramite il quale divenne uno degli artisti italiani più apprezzati in Inghilterra, accumulando una reputazione internazionale di primo piano.<br />
I paesaggi di Zuccarelli non aspirano a una resa realistica della natura, ma la restituiscono come luogo ideale, inondato di serenità e luce diffusa. Lo stile, di ascendenza rococò, privilegia grazia ed equilibrio compositivo, evitando gli eccessi ornamentali tipici del periodo. Le composizioni si articolano attraverso colline, alberi e corsi d&#8217;acqua disposti con misura, entro una gamma cromatica morbida e sfumata che contribuisce a definire un&#8217;atmosfera luminosa e raccolta.<br />
Nel presente dipinto un misterioso cavaliere avvolto in un mantello rosso occupa il centro della scena, seguito da altri due personaggi a cavallo. Le figure sono inserite in un paesaggio collinare ideato con gli elementi consueti della produzione del Maestro: il ruscello che scorre tra le rocce, la vegetazione dalle fronde quasi evanescenti, e il borgo con la sua chiesa sullo sfondo.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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		<title>Vincenzo di Antonio Frediani (Lucca 1481 &#8211; 1504) &#8211; Predella con la decollazione di una santa.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:59:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vincenzo di Antonio Frediani (Lucca 1481 &#8211; 1504) &#8211; Predella con la decollazione di una santa. Olio su tavola, in cornice in legno. Attribuzione confermata oralmente dal prof. Andrea De Marchi. Vincenzo di Antonio Frediani è uno dei pittori lucchesi più rappresentativi del tardo Quattrocento, attivo in un contesto culturalmente vivace, segnato dalla presenza di maestri forestieri e dal dialogo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vincenzo di Antonio Frediani (Lucca 1481 &#8211; 1504) &#8211; Predella con la decollazione di una santa.</strong></p>
<p>Olio su tavola, in cornice in legno.</p>
<p>Attribuzione confermata oralmente dal prof. Andrea De Marchi.</p>
<p>Vincenzo di Antonio Frediani è uno dei pittori lucchesi più rappresentativi del tardo Quattrocento, attivo in un contesto culturalmente vivace, segnato dalla presenza di maestri forestieri e dal dialogo costante con la pittura fiorentina e pisana. La sua formazione riflette un ambiente provinciale ma tutt&#8217;altro che chiuso: Lucca, centro mercantile e religioso di rilievo, accoglieva committenze importanti e garantiva al pittore una conoscenza diretta delle tendenze figurative più aggiornate. Frediani si distingue per una solida padronanza del disegno, una gamma cromatica sobria e una resa volumetrica delle figure che tradisce l&#8217;influenza della tradizione toscana del XV secolo, con accenti che rimandano alla pittura di Filippino Lippi e, più in generale, all&#8217;ambiente ghirlandaiesco.<br />
Il dipinto raffigura la scena della decollazione di una santa, soggetto ricorrente nella pittura devozionale lucchese e toscana del periodo. La composizione, di formato orizzontale tipico della predella, organizza le figure entro uno spazio aperto con equilibrio narrativo. La resa plastica delle forme, il trattamento misurato della luce e la qualità del panneggio sono coerenti con il linguaggio maturo di Frediani, collocando l&#8217;opera nel nucleo più significativo della sua produzione.</p>
<p>Condition report: Tavola con parchettatura. Buono stato di conservazione della superficie pittorica, con lievi abrasioni localizzate e ritocchi antichi.</p>
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		<title>Trumeau a due corpi in legno laccato e dorato a chinoiseries. Venezia, prima metà XVIII secolo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:02:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trumeau a due corpi in legno laccato e dorato a chinoiseries. Venezia, prima metà XVIII secolo. Trumeau a due corpi realizzato a Venezia intorno agli anni &#8217;40-&#8217;50 del Settecento, particolarmente pregiato per la sua eccezionale laccatura a fondo nero con decorazioni in oro con i tipici motivi a chinoiseries, che incarnano il connubio tra la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trumeau a due corpi in legno laccato e dorato a chinoiseries. Venezia, prima metà XVIII secolo.</strong></p>
<p>Trumeau a due corpi realizzato a Venezia intorno agli anni &#8217;40-&#8217;50 del Settecento, particolarmente pregiato per la sua eccezionale laccatura a fondo nero con decorazioni in oro con i tipici motivi a chinoiseries, che incarnano il connubio tra la maestria degli ebanisti veneziani e le influenze orientali. La parte inferiore è costituita da un fronte a tre cassetti sagomati e una calatoia a ribalta, celante una serie di cassettini e vani segreti; la parte superiore, a due ante specchiate, si apre a una serie di vani e ripiani ad uso di porta-porcellane e documenti. La cimasa, anch&#8217;essa decorata nello stile del mobile, è impreziosita da un intaglio raffinatissimo, paragonabile per qualità alle migliori specchiere dorate veneziane coeve. Un ulteriore elemento di distinzione è dato dagli interni, interamente laccati e dipinti a imitazione della tartaruga, particolare estremamente raro nella produzione veneziana dell&#8217;epoca.</p>
<p>Condition report: Buono stato di conservazione generale. Presenza di lacune e usure della laccatura, più marcate nelle zone di uso frequente. Specchi con lievi ossidazioni.</p>
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		<title>Trumeau a due corpi in legno laccato e dipinto. Roma, XVIII secolo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:44:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trumeau a due corpi in legno laccato e dipinto. Roma, XVIII secolo. Trumeau a due corpi interamente in legno laccato e dipinto, di produzione romana del XVIII secolo. Il corpo inferiore presenta fronte dritto a tre cassetti con calatoia, che aperta rivela una serie di vani e cassettini; il corpo superiore è articolato da ante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trumeau a due corpi in legno laccato e dipinto. Roma, XVIII secolo.</strong></p>
<p>Trumeau a due corpi interamente in legno laccato e dipinto, di produzione romana del XVIII secolo. Il corpo inferiore presenta fronte dritto a tre cassetti con calatoia, che aperta rivela una serie di vani e cassettini; il corpo superiore è articolato da ante a doppia apertura. La decorazione pittorica, condotta a tempera su fondo verde-celadon con cornici e rilievi in giallo ocra, sviluppa un programma iconografico incentrato sull&#8217;Allegoria delle Arti: sulla calatoia è raffigurata una figura femminile allegorica reclinata, identificabile con la Pittura o la Scultura, affiancata da putti recanti gli strumenti delle arti; i pannelli delle ante superiori ospitano composizioni con putti intenti a esercitare le arti figurative, animate da medaglioni con iscrizioni in latino, ghirlande di fiori e frutta. Gli interni del corpo superiore sono decorati a imitazione di una carta da parati con motivi ornamentali stilizzati. Il mobile è completato da elementi in legno intagliato e dorato sui montanti e nella cimasa sagomata.</p>
<p>Condition report: Buono stato di conservazione generale, con usure e cadute di laccatura diffuse coerenti con l&#8217;età del manufatto. Le decorazioni pittoriche presentano abrasioni localizzate e tracce di vecchi restauri.</p>
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