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	<title>Premium | Viezzi Arte</title>
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	<description>Arredi e Dipinti Antichi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Jun 2026 10:59:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Premium | Viezzi Arte</title>
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	<item>
		<title>Vincenzo di Antonio Frediani (Lucca 1481 &#8211; 1504) &#8211; Predella con la decollazione di una santa.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:59:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vincenzo di Antonio Frediani (Lucca 1481 &#8211; 1504) &#8211; Predella con la decollazione di una santa. Olio su tavola, in cornice in legno. Attribuzione confermata oralmente dal prof. Andrea De Marchi. Vincenzo di Antonio Frediani è uno dei pittori lucchesi più rappresentativi del tardo Quattrocento, attivo in un contesto culturalmente vivace, segnato dalla presenza di maestri forestieri e dal dialogo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vincenzo di Antonio Frediani (Lucca 1481 &#8211; 1504) &#8211; Predella con la decollazione di una santa.</strong></p>
<p>Olio su tavola, in cornice in legno.</p>
<p>Attribuzione confermata oralmente dal prof. Andrea De Marchi.</p>
<p>Vincenzo di Antonio Frediani è uno dei pittori lucchesi più rappresentativi del tardo Quattrocento, attivo in un contesto culturalmente vivace, segnato dalla presenza di maestri forestieri e dal dialogo costante con la pittura fiorentina e pisana. La sua formazione riflette un ambiente provinciale ma tutt&#8217;altro che chiuso: Lucca, centro mercantile e religioso di rilievo, accoglieva committenze importanti e garantiva al pittore una conoscenza diretta delle tendenze figurative più aggiornate. Frediani si distingue per una solida padronanza del disegno, una gamma cromatica sobria e una resa volumetrica delle figure che tradisce l&#8217;influenza della tradizione toscana del XV secolo, con accenti che rimandano alla pittura di Filippino Lippi e, più in generale, all&#8217;ambiente ghirlandaiesco.<br />
Il dipinto raffigura la scena della decollazione di una santa, soggetto ricorrente nella pittura devozionale lucchese e toscana del periodo. La composizione, di formato orizzontale tipico della predella, organizza le figure entro uno spazio aperto con equilibrio narrativo. La resa plastica delle forme, il trattamento misurato della luce e la qualità del panneggio sono coerenti con il linguaggio maturo di Frediani, collocando l&#8217;opera nel nucleo più significativo della sua produzione.</p>
<p>Condition report: Tavola con parchettatura. Buono stato di conservazione della superficie pittorica, con lievi abrasioni localizzate e ritocchi antichi.</p>
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		<item>
		<title>Pier Dandini (Firenze 1646 &#8211; Firenze 1712) &#8211; Ester e Assuero.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/pier-dandini-firenze-1646-firenze-1712-ester-e-assuero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:17:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pier Dandini (Firenze 1646 &#8211; Firenze 1712) &#8211; Ester e Assuero. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Perizie: Prof. Sandro Bellesi, Sesto Fiorentino (scheda critica allegata). Pier Dandini è una delle figure di maggior rilievo della pittura fiorentina tardobarocca. Formatosi nella bottega dello zio Vincenzo e perfezionatosi attraverso soggiorni a Venezia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pier Dandini (Firenze 1646 &#8211; Firenze 1712) &#8211; Ester e Assuero.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Perizie: Prof. Sandro Bellesi, Sesto Fiorentino (scheda critica allegata).</p>
<p>Pier Dandini è una delle figure di maggior rilievo della pittura fiorentina tardobarocca. Formatosi nella bottega dello zio Vincenzo e perfezionatosi attraverso soggiorni a Venezia e a Roma, divenne dalla metà degli anni settanta del Seicento uno degli interpreti più richiesti della committenza medicea e patrizia, attivo nella decorazione di ville, palazzi e chiese. Il suo stile si distingue per l&#8217;eleganza compositiva, la selezione cromatica raffinata e la vivacità della pennellata, mutuate dalla lezione di Ciro Ferri e dalle sperimentazioni di Livio Mehus, che ne fanno un precursore della pittura rocaille fiorentina.<br />
Il dipinto raffigura l&#8217;episodio veterotestamentario dell&#8217;intercessione di Ester presso il re persiano Assuero, tratto dal Libro di Ester. La regina, colta nel momento in cui sviene tra le braccia delle ancelle alla presenza del sovrano, è resa con la delicatezza cromatica e la grazia compositiva tipiche della maturità dell&#8217;artista. La figura di Assuero, in armatura e manto cremisi, occupa la destra della scena con gesto aperto verso la regina, mentre un gruppo di cortigiani e figure in penombra anima il fondo architettonico. Le cromie preziose e gli effetti di smalto nei tessuti rimandano, per confronto con opere documentate come lo Sposalizio mistico di santa Caterina da Siena nel Duomo di Siena (1679) e l&#8217;Assunzione della Vergine e santi in Santa Verdiana a Firenze (1680), a una datazione verso la fine degli anni settanta e l&#8217;inizio degli anni ottanta del Seicento. L&#8217;opera, inedita, costituisce una nuova acquisizione al catalogo autografo di Pier Dandini, come attestato dalla perizia del prof. Sandro Bellesi.</p>
<p>Condition report: Tela originale. Buono stato di conservazione della superficie pittorica, con alcune riparazioni e cuciture.</p>
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		<item>
		<title>Trumeau a due corpi in legno laccato e dorato a chinoiseries. Venezia, prima metà XVIII secolo.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/trumeau-a-due-corpi-in-legno-laccato-e-dorato-a-chinoiseries-venezia-prima-meta-xviii-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:02:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trumeau a due corpi in legno laccato e dorato a chinoiseries. Venezia, prima metà XVIII secolo. Trumeau a due corpi realizzato a Venezia intorno agli anni &#8217;40-&#8217;50 del Settecento, particolarmente pregiato per la sua eccezionale laccatura a fondo nero con decorazioni in oro con i tipici motivi a chinoiseries, che incarnano il connubio tra la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trumeau a due corpi in legno laccato e dorato a chinoiseries. Venezia, prima metà XVIII secolo.</strong></p>
<p>Trumeau a due corpi realizzato a Venezia intorno agli anni &#8217;40-&#8217;50 del Settecento, particolarmente pregiato per la sua eccezionale laccatura a fondo nero con decorazioni in oro con i tipici motivi a chinoiseries, che incarnano il connubio tra la maestria degli ebanisti veneziani e le influenze orientali. La parte inferiore è costituita da un fronte a tre cassetti sagomati e una calatoia a ribalta, celante una serie di cassettini e vani segreti; la parte superiore, a due ante specchiate, si apre a una serie di vani e ripiani ad uso di porta-porcellane e documenti. La cimasa, anch&#8217;essa decorata nello stile del mobile, è impreziosita da un intaglio raffinatissimo, paragonabile per qualità alle migliori specchiere dorate veneziane coeve. Un ulteriore elemento di distinzione è dato dagli interni, interamente laccati e dipinti a imitazione della tartaruga, particolare estremamente raro nella produzione veneziana dell&#8217;epoca.</p>
<p>Condition report: Buono stato di conservazione generale. Presenza di lacune e usure della laccatura, più marcate nelle zone di uso frequente. Specchi con lievi ossidazioni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Trumeau a due corpi in legno laccato e dipinto. Roma, XVIII secolo.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/trumeau-a-due-corpi-in-legno-laccato-e-dipinto-roma-xviii-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:44:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trumeau a due corpi in legno laccato e dipinto. Roma, XVIII secolo. Trumeau a due corpi interamente in legno laccato e dipinto, di produzione romana del XVIII secolo. Il corpo inferiore presenta fronte dritto a tre cassetti con calatoia, che aperta rivela una serie di vani e cassettini; il corpo superiore è articolato da ante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trumeau a due corpi in legno laccato e dipinto. Roma, XVIII secolo.</strong></p>
<p>Trumeau a due corpi interamente in legno laccato e dipinto, di produzione romana del XVIII secolo. Il corpo inferiore presenta fronte dritto a tre cassetti con calatoia, che aperta rivela una serie di vani e cassettini; il corpo superiore è articolato da ante a doppia apertura. La decorazione pittorica, condotta a tempera su fondo verde-celadon con cornici e rilievi in giallo ocra, sviluppa un programma iconografico incentrato sull&#8217;Allegoria delle Arti: sulla calatoia è raffigurata una figura femminile allegorica reclinata, identificabile con la Pittura o la Scultura, affiancata da putti recanti gli strumenti delle arti; i pannelli delle ante superiori ospitano composizioni con putti intenti a esercitare le arti figurative, animate da medaglioni con iscrizioni in latino, ghirlande di fiori e frutta. Gli interni del corpo superiore sono decorati a imitazione di una carta da parati con motivi ornamentali stilizzati. Il mobile è completato da elementi in legno intagliato e dorato sui montanti e nella cimasa sagomata.</p>
<p>Condition report: Buono stato di conservazione generale, con usure e cadute di laccatura diffuse coerenti con l&#8217;età del manufatto. Le decorazioni pittoriche presentano abrasioni localizzate e tracce di vecchi restauri.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gregorio Lazzarini (Venezia 1655 &#8211; Villabona Veronese 1730) &#8211; Cristo e la Samaritana al pozzo.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/gregorio-lazzarini-venezia-1655-villabona-veronese-1730-cristo-e-la-samaritana-al-pozzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 08:04:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gregorio Lazzarini (Venezia 1655 &#8211; Villabona Veronese 1730) &#8211; Cristo e la Samaritana al pozzo. Olio su tela, in cornice in legno. Gregorio Lazzarini rappresenta uno dei protagonisti della pittura veneziana tra Seicento e Settecento. Formatosi nella bottega di Francesco Rosa e in seguito presso Girolamo Brusaferro, maturò un linguaggio figurativo che coniuga la solidità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gregorio Lazzarini (Venezia 1655 &#8211; Villabona Veronese 1730) &#8211; Cristo e la Samaritana al pozzo.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno.</p>
<p>Gregorio Lazzarini rappresenta uno dei protagonisti della pittura veneziana tra Seicento e Settecento. Formatosi nella bottega di Francesco Rosa e in seguito presso Girolamo Brusaferro, maturò un linguaggio figurativo che coniuga la solidità compositiva del tardo barocco con una progressiva apertura verso la chiarezza luministica che caratterizzerà la generazione successiva. Fu maestro di Giovanni Battista Tiepolo, al quale trasmise la padronanza del disegno e la sensibilità per il colore veneziano. Le sue opere, presenti in chiese e collezioni veneziane e venete, documentano una carriera di lungo corso e una produzione di qualità costante.<br />
Il confronto stilistico con le opere documentate di Lazzarini riconducono con sicurezza la tela alla sua mano. La composizione rivela il classicismo di matrice romano-bolognese che contraddistingue l&#8217;artista, mediato attraverso la lezione di Carlo Maratta e la tradizione secentesca: le figure sono disposte con chiarezza leggibile, la teatralità della scena è controllata e mai enfatica. Il trattamento del panneggio, con le ampie pieghe costruite per masse cromatiche piuttosto che per il chiaroscuro, la tipologia fisionomica dei personaggi, il volto di Cristo, il profilo della Samaritana, e la gestione dello spazio paesaggistico sullo sfondo trovano precisi riscontri nelle composizioni sacre autografe dell&#8217;artista.<br />
La scena raffigura l&#8217;incontro di Cristo con la Samaritana al pozzo di Giacobbe (Gv 4,1–42). Cristo è seduto sul bordo del pozzo, avvolto nel tradizionale manto rosso e azzurro, e rivolge la parola alla donna che regge un&#8217;anfora, colta in un atteggiamento di raccolta attenzione. Sul lato sinistro, il gruppo dei discepoli chiude la composizione, mentre sullo sfondo un paesaggio aperto con alberi e montagne lontane articola la profondità spaziale. La tavolozza, imperniata su accordi caldi animati da un cielo grigio-azzurro, è pienamente coerente con la cultura coloristica veneziana di fine Seicento.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnoletto (Bologna 1665 &#8211; Bologna 1747) &#8211; Coppia di fanciulli.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-maria-crespi-detto-lo-spagnoletto-bologna-1665-bologna-1747-coppia-di-fanciulli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:58:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnoletto (Bologna 1665 &#8211; Bologna 1747) &#8211; Coppia di fanciulli. Olio su tela, in cornici in legno intagliato e dorato. Pubblicazioni: A. Morandotti, Cinque pittori del Settecento: Ghislandi, Crespi, Magnasco, Bazzani, Ceruti, Palazzo Massimo alle Colonne, Roma, 1943, cat. nn. 13-14, pp. 34-35. G. Briganti, Cinque pittori del Settecento a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnoletto (Bologna 1665 &#8211; Bologna 1747) &#8211; Coppia di fanciulli.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornici in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Pubblicazioni:<br />
A. Morandotti, Cinque pittori del Settecento: Ghislandi, Crespi, Magnasco, Bazzani, Ceruti, Palazzo Massimo alle Colonne, Roma, 1943, cat. nn. 13-14, pp. 34-35.</p>
<p>G. Briganti, Cinque pittori del Settecento a Palazzo Massimo, in Emporium. Rivista mensile d&#8217;arte e di cultura, vol. XCII, n. 581, 1943, p. 196.</p>
<p>Giuseppe Maria Crespi, detto lo Spagnoletto, è tra le figure più singolari della pittura bolognese del primo Settecento. Formatosi nell&#8217;ambiente accademico emiliano, si orientò precocemente verso un realismo di matrice nordica e caravaggesca, distante dai canoni aulici della tradizione classicista. La sua pittura, caratterizzata da una materia densa e vibrante, da forti contrasti luminosi e da una spiccata attenzione alla figura umana colta nella quotidianità, esercitò un&#8217;influenza diretta sulla formazione di Pietro Longhi e di Giovan Battista Piazzetta.<br />
I due dipinti appartengono alla stagione giovanile del Crespi e ne illustrano con chiarezza i caratteri stilistici: la materia pittorica, morbida e intrisa di luce, plasma le figure con naturalezza, senza idealizzazioni. Il pennello procede con quella libertà di tocco che Giuliano Briganti ha indicato come tratto distintivo dell&#8217;artista, in contrasto con la cultura accademica bolognese coeva.<br />
Le due tele raffigurano un pastorello con bastone e un cagnolino ai piedi, e una fanciulla con una gallina tra le braccia. Le figurine, isolate su fondi scuri e terrosi, richiamano la tradizione delle scene di genere di ascendenza nordica e fiamminga, rielaborata attraverso il filtro del naturalismo emiliano. I dipinti furono esposti nella mostra Cinque pittori del Settecento a Palazzo Massimo alle Colonne di Roma nel 1943, curata dal dott. Alessandro Morandotti, e recensiti da Giuliano Briganti su Emporium, che li descrisse come esempi tipici della prima maniera del Crespi, figure pastorali plasmate in una materia pittorica morbida e intrisa di luce.</p>
<p>Condition report: Tele foderate. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marco Ricci (Belluno 1676 &#8211; Venezia 1730) &#8211; Paesaggio idillico con fiume e mulino.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/marco-ricci-belluno-1676-venezia-1730-paesaggio-idillico-con-fiume-e-mulino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:28:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco Ricci (Belluno 1676 &#8211; Venezia 1730) &#8211; Paesaggio idillico con fiume e mulino. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Perizie: Prof. Bernard Aikema (scheda critica allegata). Marco Ricci, nipote del pittore figurista Sebastiano Ricci, è tra i protagonisti del paesaggio veneto del primo Settecento, attivo fra Venezia e l&#8217;Inghilterra. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marco Ricci (Belluno 1676 &#8211; Venezia 1730) &#8211; Paesaggio idillico con fiume e mulino.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Perizie: Prof. Bernard Aikema (scheda critica allegata).</p>
<p>Marco Ricci, nipote del pittore figurista Sebastiano Ricci, è tra i protagonisti del paesaggio veneto del primo Settecento, attivo fra Venezia e l&#8217;Inghilterra. La sua produzione comprende oli e tempere raffiguranti scene campestri in ambiente pre-alpino, con chiara reminiscenza della regione di Belluno, sua città natale.<br />
Il dipinto, come osserva il Prof. Aikema, si presenta come un luogo idillico rurale: dalla quinta arborea a sinistra, la composizione si distende verso il ponte sul fiume, il paesino con il mulino e la robusta torre quadrata che domina il borgo. Lungo le rive si animano figurine intente alla lavanderia o semplicemente in riposo, con le montagne sullo sfondo. Gli elementi ricorrenti — il gruppo di alberi, il ponte, la torre quadrata — tornano con regolarità nella produzione di Ricci e trovano confronto diretto, per misure e composizione, con una tempera di collezione privata trevigiana (A. Scarpa Sonino, Marco Ricci, Milano 1991, pp. 228-229, cat. 43), databile alla piena maturità dell&#8217;artista, tra la fine del secondo e l&#8217;inizio del terzo decennio del Settecento.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova 1762 &#8211; Milano 1844) &#8211; Paesaggio fantastico con cittadella e statua equestre.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-bernardino-bison-palmanova-1762-milano-1844-paesaggio-fantastico-con-cittadella-e-statua-equestre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:00:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova 1762 &#8211; Milano 1844) &#8211; Paesaggio fantastico con cittadella e statua equestre. Olio su tela, in cornice in legno dorato. Il dipinto raffigura un capriccio paesaggistico di fantasia in cui una cittadella arroccata su uno sperone roccioso domina il centro della composizione, riflessa in uno specchio d&#8217;acqua animato da imbarcazioni a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova 1762 &#8211; Milano 1844) &#8211; Paesaggio fantastico con cittadella e statua equestre.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno dorato.</p>
<p>Il dipinto raffigura un capriccio paesaggistico di fantasia in cui una cittadella arroccata su uno sperone roccioso domina il centro della composizione, riflessa in uno specchio d&#8217;acqua animato da imbarcazioni a vela. A sinistra, su un promontorio boscoso, si erge una statua equestre su alto piedistallo, mentre in primo piano figure di pescatori e un cavallo grigio completano la scena con naturalezza. La luce calda del tramonto, che sfuma dal rosa all&#8217;azzurro nel cielo, unifica l&#8217;insieme conferendo alla veduta un tono malinconico e sognante. La tipica vivacità delle macchiette e la scioltezza nella resa atmosferica del paesaggio riconducono con sicurezza la tela a Giuseppe Bernardino Bison, tra i più originali interpreti del vedutismo veneto di fine Settecento.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coppia di cassettoni in legno intagliato, laccato e dipinto. Sicilia, XVIII secolo.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/coppia-di-cassettoni-in-legno-intagliato-laccato-e-dipinto-sicilia-xviii-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:02:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coppia di cassettoni in legno intagliato, laccato e dipinto. Sicilia, XVIII secolo. Struttura in legno intagliato, laccato e dipinto in policromia, con piano dipinto a finto marmo nero venato in oro. Fronte mosso a tre cassetti con maniglie e bocchette in bronzo brunito, poggiante su gambe cabriole terminate a piede di cervo. Eccezionale coppia di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Coppia di cassettoni in legno intagliato, laccato e dipinto. Sicilia, XVIII secolo.</strong></p>
<p>Struttura in legno intagliato, laccato e dipinto in policromia, con piano dipinto a finto marmo nero venato in oro. Fronte mosso a tre cassetti con maniglie e bocchette in bronzo brunito, poggiante su gambe cabriole terminate a piede di cervo.</p>
<p>Eccezionale coppia di cassettoni riconducibile alla migliore tradizione dell&#8217;ebanisteria siciliana del XVIII secolo, caratterizzata da un apparato decorativo di notevole qualità esecutiva. Le superfici, interamente rivestite di lacca su fondo rosso vermiglio, sono animate da decorazioni a pastiglia dorata a rilievo che inquadrano cartigli sagomati dipinti con composizioni floreali policrome, con motivi di fiori, frutta e uccelli. Le stesse decorazioni si ripetono sui fianchi, conferendo coerenza decorativa all&#8217;insieme. Il piano è dipinto a finto marmo nero con venature dorate. Questo tipo di lacca policroma, con le sue trame ornamentali di derivazione rococò filtrate attraverso la sensibilità mediterranea e le influenze borboniche, rimanda alla più caratteristica produzione manifatturiera siciliana del Settecento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coppia di trumeau in noce finemente intarsiati. Veneto, XVIII secolo.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/coppia-di-trumeau-in-noce-finemente-intarsiati-veneto-xviii-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 07:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coppia di trumeau in noce finemente intarsiati. Veneto, XVIII secolo. I due trumeau, pendant tra loro, sono interamente lastronati in noce con inserti in carrubo, le cui venature irregolari animano il fondo dei pannelli. La decorazione a intarsio, eseguita con legni chiari su fondo scuro, si sviluppa su tutta la superficie con motivi di volute, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Coppia di trumeau in noce finemente intarsiati. Veneto, XVIII secolo.</strong></p>
<p>I due trumeau, pendant tra loro, sono interamente lastronati in noce con inserti in carrubo, le cui venature irregolari animano il fondo dei pannelli. La decorazione a intarsio, eseguita con legni chiari su fondo scuro, si sviluppa su tutta la superficie con motivi di volute, fogliami e tralci intrecciati distribuiti su ogni registro del mobile. Mascheroni a foggia grottesca compaiono agli angoli e sui fronti dei cassetti, integrati nel disegno complessivo degli intarsi. La struttura si articola in corpo inferiore a tre cassetti con ribalta a piano scrittorio, corpo mediano con sportello a specchio ad arco, e cimasa sagomata a profilo mosso. Al centro della cimasa è intarsiata un&#8217;effige nobiliare — presumibilmente lo stemma araldico della committenza originaria — entro una composizione simmetrica di nastri e volute. I cassetti e gli sportelli recano guarnizioni in bronzo dorato a doppio pomolo. I fianchi riprendono lo schema decorativo con pannelli centrati da motivi a cartouche.</p>
<p>Condition report: Buono stato di conservazione generale, con segni di usura coerenti con l&#8217;epoca. Specchi di rifacimento.</p>
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		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastori, armenti e ponte in rovina.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-zais-forno-di-canale-1709-treviso-1784-paesaggio-con-pastori-armenti-e-ponte-in-rovina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:20:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastori, armenti e ponte in rovina. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastori, armenti e ponte in rovina.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, inserite in un idilliaco paesaggio rurale ispirato alla campagna veneta. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione, e fu contemporaneo di Francesco Zuccarelli, da cui derivò quella grazia che caratterizza le sue opere più raffinate.<br />
Lo stile di Zais si distinse per una raffigurazione del paesaggio arcadico più autenticamente rurale rispetto a quella dei suoi contemporanei: le composizioni, benché d&#8217;ispirazione rococò, sono pervase da un senso di realismo diverso, dato dall&#8217;uso di tonalità più marcate e brune e da una stesura del colore materica e pastosa.<br />
Il dipinto, riconducibile con sicurezza alla mano di Giuseppe Zais, raffigura un ampio paesaggio fluviale animato da un gruppo di pastori in primo piano, con un uomo, due donne e un cane, affiancati da un piccolo gregge di bovini. Sullo sfondo si staglia un ponte diruto ad archi che attraversa il corso d&#8217;acqua, affiancato da un edificio rurale, mentre la scena si chiude a destra con una folta alberatura dal fogliame mosso e alcune figure sedute sul declivio. L&#8217;insieme è condotto con la pennellata vibrante e la tavolozza bruna e terrosa tipiche della maturità dell&#8217;artista bellunese.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastorelli e filatrice.</title>
		<link>https://www.viezziarte.it/prodotto/giuseppe-zais-forno-di-canale-1709-treviso-1784-paesaggio-con-pastorelli-e-filatrice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[viezziarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 13:49:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastorelli e filatrice. Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato. Perizie: Prof. Ugo Ruggeri, Venezia (scheda critica allegata). Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Zais (Forno di Canale 1709 &#8211; Treviso 1784) &#8211; Paesaggio con pastorelli e filatrice.</strong></p>
<p>Olio su tela, in cornice in legno intagliato e dorato.</p>
<p>Perizie: Prof. Ugo Ruggeri, Venezia (scheda critica allegata).</p>
<p>Giuseppe Zais è tra i più celebri pittori paesaggisti della scuola veneziana del Settecento, noto per le sue rappresentazioni di scene bucoliche con figurine stilizzate di pastori, greggi e lavandaie, inserite in un idilliaco paesaggio rurale ispirato alla campagna veneta. Si formò a Venezia, dove poté osservare le opere di Marco Ricci, dal quale trasse evidente ispirazione, e fu contemporaneo di Francesco Zuccarelli, da cui derivò quella grazia che caratterizza le sue opere più raffinate.<br />
Lo stile di Zais si distinse per una raffigurazione del paesaggio arcadico più autenticamente rurale rispetto a quella dei suoi contemporanei: le composizioni, benché d&#8217;ispirazione rococò, sono pervase da un senso di realismo diverso, dato dall&#8217;uso di tonalità più marcate e brune e da una stesura del colore materica e pastosa.<br />
Il dipinto è un&#8217;opera di alta qualità, eseguita dal maestro bellunese nel pieno della sua maturità. I protagonisti della scena sono le figurine al centro, descritte con finezza in un momento di pace e serenità in riva al torrente: una madre con il bambino, venuti ad approvvigionarsi dell&#8217;acqua del fiume, mentre alle loro spalle una filatrice viene avvicinata da un giovane disteso sul prato. L&#8217;intera scena è immersa in un paesaggio reso da vibranti colpi di pennello, non rigidamente delineato, che conferisce all&#8217;insieme un senso intimistico e idealizzato.</p>
<p>Condition report: Tela foderata. Buono stato di conservazione della superficie pittorica.</p>
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